Cartolina Autografo di Alberto Tomba sci Albertville Calgary - no Gustav Thoeni

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Seller: alba_pratalia_araba (134) 100%, Location: Ravenna, Ships to: IT, Item: 392741297507 Da wikipedia: Alberto Tomba (Bologna, 19 dicembre 1966) è un ex sciatore alpino italiano. Noto a livello internazionale con il soprannome di "Tomba la Bomba" per lo stile aggressivo in pista e il carattere estroverso, fu uno dei protagonisti dello sci alpino dal 1986 al 1998, particolarmente nelle specialità dello slalom gigante e dello slalom speciale, considerato uno dei più grandi specialisti delle prove tecniche di tutti i tempi[1][2], oltre a essere uno dei più grandi atleti della storia dello sport italiano[3]. Con cinquanta vittorie complessive in Coppa del Mondo è il quarto sciatore di sempre per numero di successi dopo Ingemar Stenmark, Marcel Hirscher e Hermann Maier. Oltre alle vittorie in Coppa del Mondo, che gli consentirono di conquistare la Coppa assoluta nel 1995 e otto Coppe di specialità, ottenne tra l'altro due ori olimpici in slalom gigante (a Calgary 1988 e ad Albertville 1992, primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive), l'oro olimpico in slalom speciale a Calgary 1988 e due ori, in slalom gigante e in slalom speciale, ai Mondiali del 1996. Carriera sciisticaOriginario di un paese lontano dalle montagne (Castel de' Britti, frazione collinare di San Lazzaro di Savena presso Bologna), Tomba imparò a sciare sugli Appennini (Corno alle Scale); in seguito si perfezionò a Cortina d'Ampezzo, istruito da Roberto Siorpaes, suo allenatore fino alla maggiore età[4][5]. In grado di far emozionare ed esaltare il pubblico con le sue innumerevoli imprese sportive (famose erano le sue seconde manche vinte in recupero o le gare dominate in entrambe le manche), Tomba era arruolato nell'Arma dei Carabinieri e fece parte del Centro Sportivo Carabinieri.Stagioni 1983-1986A diciassette anni, nel 1983, iniziò le competizioni a livello agonistico, gareggiando in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa[6]. Nel 1984 fu promosso nella squadra C1 e partecipò ai Mondiali juniores di Sugarloaf, negli Stati Uniti. Grazie al quarto posto ottenuto nello slalom speciale avanzò nella squadra B. In quello stesso anno finì per la prima volta sotto i riflettori grazie al "Parallelo di Natale", una gara dimostrativa che si tenne a Milano sulla collina di San Siro e che Tomba vinse a sorpresa battendo tutti i colleghi della squadra A. Il giorno dopo La Gazzetta dello Sport titolò in prima pagina «Un azzurro della B beffa i grandi del parallelo». Durante l'anno continuò a ottenere successi nelle gare FIS, fino a raggiungere la squadra A nella stagione successiva[6].Dopo aver vinto tre gare in Coppa Europa[7], debuttò in Coppa del Mondo il 16 dicembre 1985 a Madonna di Campiglio[6] in slalom speciale; il 23 febbraio successivo a Åre, in Svezia, Tomba, partito con il pettorale numero 62, si piazzò al sesto posto nella gara vinta da uno dei suoi futuri e più grandi rivali, Pirmin Zurbriggen, conquistando così i suoi primi punti in Coppa del Mondo[6]. Stagioni 1987-1988Il primo podio in Coppa del Mondo (secondo posto dietro Richard Pramotton) arrivò il 14 dicembre 1986 sulla pista della Gran Risa dell'Alta Badia in Italia, una delle sue preferite[8] e dove poi avrebbe vinto quattro volte. Grazie soprattutto al podio della Gran Risa, Tomba venne selezionato per i Mondiali del 1987, svoltisi a Crans-Montana in Svizzera, e conquistò la medaglia di bronzo in slalom gigante al termine di una gara che vide uscire di pista, a pochissime porte dalla fine, lo svizzero Joël Gaspoz, ormai lanciato verso una sicura vittoria[9]. L'oro andò così a Zurbriggen, davanti a Marc Girardelli e, appunto, a Tomba.Nella stagione seguente (1987-1988) arrivarono i primi successi e una crescente notorietà: il 27 novembre ottenne la sua prima vittoria, nello slalom speciale di Sestriere (Italia), partendo con il numero 25[10] e annunciando che avrebbe concesso il bis due giorni dopo, sempre al Sestriere, in gigante[5]. In effetti vinse quella gara davanti a Ingemar Stenmark, suo idolo[8][10]: fu quella l'unica occasione in cui i due salirono insieme sul podio. Tomba celebrò la vittoria salutando il pubblico con il braccio alzato ancor prima di aver tagliato il traguardo[11] e dichiarando spavaldamente alle telecamere: «E due!»[2]. In quella stagione vinse nove gare (sei slalom speciali e tre slalom giganti) ma, a causa di due cadute nelle ultime due gare, dopo essere stato in testa alla classifica generale per quasi tutta la stagione concluse la Coppa del Mondo al secondo posto, preceduto dal campione elvetico Zurbriggen. Vinse tuttavia due Coppe del Mondo di specialità, quella di slalom gigante e quella di slalom speciale. Nello stesso anno Tomba partecipò ai suoi primi Giochi olimpici invernali, i XV di Calgary 1988. Il 25 febbraio nella gara di slalom gigante, con il pettorale numero 1[2], disputò una straordinaria prima manche, in cui arrivò primo con ben 1 secondo e 14 centesimi sul secondo[12]; nella seconda si limitò a gestire il vantaggio[13] e ottenne la sua prima medaglia d'oro. Nella prova di slalom speciale, invece, vinse la seconda medaglia d'oro dopo una prima manche conclusa al terzo posto[14] e la rimonta nella seconda manche, grazie alla quale arrivò con sei centesimi di vantaggio sul secondo[15]; per trasmettere in diretta la seconda manche, Raiuno interruppe momentaneamente il Festival di Sanremo[16][17]. Stagioni 1989-1990I successi olimpici convinsero la federazione a concedere a Tomba una squadra personale, guidata da Gustav Thöni[5][8]; la stagione 1988-1989, tuttavia, dopo un inizio promettente (quarto posto nel supergigante di Schladming, miglior risultato in carriera nella specialità, e vittoria in slalom speciale a Madonna di Campiglio), non fu brillante come la precedente, anche per l'eccessivo peso delle aspettative e per la pressione dei media[5]. Ai Mondiali di Vail non andò oltre al sesto posto in supergigante e al settimo in slalom gigante.La stagione 1989-1990 vide la nascita del team composto, oltre che da Thöni, anche dal preparatore atletico Giorgio D'Urbano, che seguirà lo sciatore fino al 1996[18]. Nonostante ciò, si trattò per Tomba di una stagione sfortunata: si infortunò in supergigante (a seguito di questo incidente, Tomba decise di non gareggiare più nel supergigante e nella discesa libera[8]), ma a fine stagione ritornò a vincere ancora in slalom speciale. Stagioni 1991-1992Nella stagione 1990-1991 tornò a vincere anche in slalom gigante, con cinque successi in stagione e la conquista della sua seconda Coppa di specialità. Il 1991 fu anche l'anno dei suoi terzi Mondiali, dove ottenne il quarto posto nello slalom speciale mentre in slalom gigante, dopo essere stato al comando nella prima manche, uscì all'inizio della seconda, rompendosi due costole[19].Nella stagione 1991-1992 Tomba tornò protagonista della Coppa del Mondo, ottenendo nove vittorie, quattro secondi posti e due terzi posti, che però non gli furono sufficienti a vincere contro il principale avversario, Paul Accola, che vinse anche perché, a differenza di Tomba, gareggiava anche nelle specialità veloci e primeggiava nella combinata (per tentare di contrastare lo svizzero, Tomba tornò dopo oltre due anni a disputare un supergigante a Morioka, non andando oltre il quindicesimo posto[20]); vinse comunque la sua terza Coppa di slalom gigante e la seconda di slalom speciale. Ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 conquistò l'oro nello slalom gigante, davanti a Marc Girardelli e al giovanissimo ed emergente norvegese Kjetil André Aamodt; nello slalom speciale, dopo una deludente prima manche (chiusa al sesto posto con grande distacco dai primi[21]) rimontò sino al secondo gradino del podio, preceduto solo dal norvegese Finn Christian Jagge. A questi Giochi fu anche l'alfiere della rappresentativa italiana nella cerimonia d'apertura[22]. Stagioni 1993-1994Nella stagione 1992-1993 ai Mondiali di Morioka gareggiò in condizioni di salute non ottimali (influenza) che lo fecero rinunciare allo slalom gigante[23] mentre nello slalom speciale inforcò un paletto nella prima manche[24].Ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994, in Norvegia, Tomba, dopo un deludente slalom gigante (non concluse la prova)[23], conquistò l'argento nello slalom speciale, rimontando dal dodicesimo posto (aveva 1"84 di ritardo da Thomas Stangassinger)[25] e arrivando secondo per 15 centesimi[26]. In Coppa del Mondo a fine stagione risultò nuovamente vincitore della coppa di cristallo di slalom speciale, per la terza volta. Stagioni 1995-1996Nel 1994-1995 Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo l'ultimo successo di Gustav Thöni, trofeo che aggiunse a quelle di specialità vinte sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale. Chiuse la stagione conquistando il titolo con la partecipazione alle sole gare tecniche con undici vittorie, di cui sette consecutive nello slalom (realizzando una serie di imbattibilità nella disciplina di nove successi contando anche le ultime due gare della precedente stagione).I Mondiali di Sierra Nevada, che avrebbero dovuto svolgersi nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato molto motivato all'appuntamento[27], conquistò due medaglie d'oro, in slalom gigante e in slalom speciale, quest'ultima con un'altra rimonta: era sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge[28] il quale inforcò nella seconda manche[29] permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter[30]. Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto[27]. Stagioni 1997-1998Ai Mondiali 1997 in Italia, a Sestriere, davanti a trentamila spettatori[senza fonte], uscì di gara in slalom gigante; in slalom speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una rimonta nella seconda conquistò la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stiansen e del francese Sébastien Amiez[31].Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998 non conquistò alcuna medaglia: una caduta nello slalom gigante gli provocò un infortunio che non gli permise una buona prestazione nello slalom speciale[31]. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara disputata, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana, località dove aveva conquistato la prima medaglia iridata della carriera[32]. Bilancio della carrieraIl bilancio finale della carriera di Tomba è di cinquanta gare vinte in Coppa del Mondo, una Coppa del Mondo assoluta, quattro Coppe del Mondo di slalom gigante e quattro di slalom speciale. Nel corso della sua carriera, Tomba ha sempre rivendicato una vittoria in più, conteggiando anche lo slalom parallelo di Saalbach disputato al termine della stagione 1987-1988[33] in realtà valido solo per la classifica per nazioni[34]. In seguito, sul suo sito ufficiale, egli stesso non ne fece più menzione[31].Altre attivitàDurante il periodo di maggior successo nelle competizioni sportive sciistiche e tra una pausa e l'altra dalle gare, si dedicò al windsurf ed ebbe, come insegnante-amico, il mito vivente del windsurf Robby Naish[35]. Dopo il ritiro viaggiò per tre anni attraverso l'Europa[senza fonte] con il "Tomba Tour" per lo sviluppo dello sci giovanile[36]. Anche in seguito continuò a dedicarsi alla promozione dello sci, sia in senso agonistico, sia della diffusione dei valori sportivi[senza fonte]. Personaggio pubblico di vasta popolarità, dopo il ritiro interpretò nel 1999 il ruolo di Alessandro Corso nel film poliziescoAlex l'ariete, senza riscuotere successo[37], e fece numerose apparizioni in trasmissioni televisive e in attività promozionali legate ai suoi sponsor; fu oggetto di un'imitazione da parte del cabarettistaGioele Dix tra il 1999 e il 2000 nella trasmissione Mai dire gol[38]. Nell'ottobre 2008 ha pubblicato il libro autobiografico Alberto Tomba. Prima e seconda manche, scritto in collaborazione con Lucilla Granata ed edito da Sperling & Kupfer[39].In seguito Tomba è stato uno dei principali testimonial dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006[5] e presenziò alla sessione del CIO a Seul nel 1999 in cui si svolsero le votazioni per l'assegnazione dei Giochi[40]. Il 10 febbraio 2006, nella cerimonia d'apertura, fu il tedoforo[41] che introdusse la fiamma olimpica nello Stadio Olimpico, dando così inizio all'ultima parte della staffetta[39]: consegnò la torcia ai quattro componenti della staffetta italiana di sci di fondo che avevano vinto la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner[42]. È stato testimonial della seconda candidatura di Pyeongchang per i XXII Giochi olimpici invernali, poi assegnati a Soči[43], e di quella di Cortina d'Ampezzo per i Campionati mondiali di sci alpino 2019, poi andati a Åre. È socio fondatore dell'associazione Laureus per la promozione dell'attività sportiva contro il disagio sociale[44][45] ed è stato commentatore di Sky Sport per i XXII Giochi olimpici invernali di Soči 2014[46]. Il 17 maggio 2018 partecipa come ospite al programma Vuoi scommettere?, presentato da Michelle Hunziker e Aurora Ramazzotti. Vita privataAlberto Tomba è stato fidanzato con Martina Colombari dal 1991 al 1994. Terminato il rapporto con l'ex Miss Italia, ha in seguito preferito mantenere il riserbo riguardo le sue successive relazioni sentimentali.Olimpiadi5 medaglie:3 ori (slalom gigante, slalom speciale a Calgary 1988; slalom gigante ad Albertville 1992)2 argenti (slalom speciale ad Albertville 1992; slalom speciale a Lillehammer 1994)Mondiali4 medaglie:2 ori (slalom gigante, slalom speciale a Sierra Nevada 1996)2 bronzi (slalom gigante a Crans-Montana 1987; slalom speciale a Sestriere 1997)Coppa del MondoVincitore della Coppa del Mondo nel 1995Vincitore della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1988, nel 1991, nel 1992 e nel 1995Vincitore della Coppa del Mondo di slalom speciale nel 1988, nel 1992, nel 1994 e nel 199588 podi:50 vittorie26 secondi posti12 terzi posti Condition: Usato

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